Il manubrio e la sua geometria

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Nell’articolo di oggi ci occuperemo delle dimensioni e della geometria del manubrio e come queste possano influenzare in maniera determinante la posizione in sella e la guida della nostra mountain bike. Quali sono i parametri da tenere in considerazione quando si sceglie questo componente? E come capire qual è il più adatto al nostro stile di guida?

La Larghezza

La larghezza del manubrio è il primo parametro da considerare specie da quando sul mercato sono stati proposti manubri sempre più larghi. Se alcuni anni fa un manubrio da 700mm era considerato largo, oggi manubri da 710-740mm e oltre vengono utilizzati per le discipline pedalate quali marathon, all mountain ed enduro, sino ad arrivare a 800mm per quelle gravity. La larghezza rappresenta la misura totale del manubrio, ovvero la distanza tra le due estremità.

foto1_manubrio_larghezza

La larghezza influisce essenzialmente su due elementi: il braccio di leva del manubrio e la posizione del busto. A parità dell’angolo di rotazione della ruota (R), il braccio di leva maggiore di un manubrio più largo determina uno spostamento maggiore di un manubrio largo (d1) rispetto a quello di uno stretto (d2).

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Ne consegue che un manubrio largo offre una maggiore stabilità della ruota anteriore e i movimenti indotti alla ruota dalle asperità del terreno potranno essere contrastate più facilmente garantendo una migliore direzionalità.

Relativamente alla posizione del busto, essendo le manopole più distanti tra loro e quindi dovendo mantenere le braccia più flesse, il nostro busto si troverà necessariamente più avanti. Gli effetti sulla guida sono presenti sia in salita che discesa: durante la salita la bici tenderà meno ad impennarsi e in discesa migliorerà il grip dell’anteriore, essendo maggiore il carico sulla ruota anteriore. E’ raccomandabile comunque non avanzare eccessivamente il baricentro in quanto si aumenterebbe il rischio di overbar.

Un punto fondamentale da ricordare è come la guida della mtb richieda che busto e manubrio siano indipendenti affinchè la bici possa essere libera di muoversi sotto il nostro corpo. Un manubrio eccessivamente largo può impedire questa indipendenza ed è per questo motivo può essere necessario accorciare il manubrio.

Prima di procedere al taglio, è indispensabile effettuare varie configurazioni spostando all’interno le manopole, i vari comandi e leve freno fino a trovare la posizione giusta. La parte di manubrio inutilizzato, lasciata all’esterno della manopola, verrà tagliata successivamente solo quando siamo certi della nostra misura ottimale.

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Il Rise (rialzo)

Il rise del manubrio è la misura che indica quanto il piano di appoggio delle mani è rialzato rispetto alla sezione centrale del manubrio, ovvero è la distanza tra la linea orizzontale passante per il centro del manubrio e la linea orizzontale passante per il punto di cambio di inclinazione del manubrio (passaggio tra sezione centrale/sezioni laterali – fig.1).

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Si parte da manubri flat (rise 0mm) per passare a manubri “low rise” con un’elevazione di solo 10-15mm, tipici delle mtb da XC e marathon, “mid rise” con elevazione di 20-25mm, per mtb da all mountain, e “height rise” con elevazione di 40mm, per mtb da DH e freeride, sino ad arrivare a rise estremi fino ai 100mm nei manubri da freestyle.

L’altezza del manubrio è molto importante ai fini della posizione in sella: un manubrio più alto assicura una posizione di guida seduta, al contrario un manubrio più basso determina una posizione distesa. Variare il rise del manubrio è come variare l’altezza del manubrio. Con un rise alto (posizione seduta) minore è la tendenza al ribaltamento, mentre con un rise basso (posizione distesa) maggiore è il carico sulla ruota anteriore. Ciò significa che in salita è ridotta la tendenza all’impennata e in discesa migliore è il grip sulla ruota anteriore.

Importante ricordare che se installiamo un manubrio con un rise di 15mm in più rispetto al precedente, per non modificare l’assetto dovremo abbassare l’altezza del manubrio di 1,5cm, compensando questa variazione per esempio con l’eliminazione di un numero equivalente di spessori sotto l’attacco manubrio.

Upsweep e Backsweep

Sono inclinazioni del manubrio che servono a rendere più comodo e naturale la sua impugnatura. In altri termini, la combinazione tra upsweep e backsweep è il fattore principale che indica, più del rise, se l’altezza delle manopole da terra è giusta e che determina la comodità di un manubrio. Quindi bisogna prestare molta attenzione a questi due parametri, che spesso passano in secondo piano rispetto al valore del rise.

L’Angolo di Upsweep è l’inclinazione verso l’alto delle sezioni laterali del manubrio rispetto all’asse della sezione centrale. E’ costituito dall’angolo compreso tra l’asse delle sezioni laterali del manubrio e una linea orizzontale parallela al terreno.

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Solitamente l’angolo ha un valore tra 0° e 9°. Il suo compito è quello di aiutarci a tenere i gomiti aperti, in maniera crescente in base al grado. Il valore oggi ritenuto ottimale nonché il più diffuso è di 5°.

L’Angolo di Backsweep è il grado di arretramento della parte terminale del manubrio rispetto all’asse della sezione centrale del manubrio. E’ costituito dall’angolo compreso tra una linea passante per il centro del manubrio e una linea parallela all’asse delle sezioni laterali del manubrio. Uno dei valori ritenuti standard è 7°, ma il range può andare da 0° a 9°.

Il backsweep quindi arretra la posizione delle mani, riducendo l’effetto di avanzamento del busto verso il manubrio che si ottiene con i manubrio larghi. Di fatto rimane inalterato l’effetto del maggior braccio di leva, ma viene ridotto l’effetto di avanzamento del baricentro.

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Questa misura è davvero fondamentale nelle discipline pedalate e permette una posizione più o meno comoda in fase di spinta.

Una misura accentuata aiuterà infatti a mantenere una posizione con gomiti stretti e braccia chiuse, ottimale per il XC. Per le lunghe percorrenze, come marathon e all mountain, un valore medio favorirà il comfort e una più facile guida nelle discese. Per le discipline in cui prevale maggiormente la guida, in particolare per il gravity e l’enduro dove è fondamentale affrontare discese tecniche e veloci con gomiti larghi e posizione aggressiva, un backsweep basso è la regola.

Diametro del manubrio: sezione centrale

La misura 31.8mm, detta “oversize“, è ormai lo standard. La sezione centrale influenza moltissimo la rigidità del manubrio. A diametri maggiori corrispondono pesi inferiori in quanto si può ridurre lo spessore del tubo senza diminuire la sua rigidità e la sua resistenza.

Sulla base di queste considerazioni, da qualche stagione hanno fatto la loro comparsa i manubri con diametro centrale di 35mm. Dai primi test questo nuovo standard sembra fornire un manubrio più morbido, ma non impreciso, e più confortevole, flettendo maggiormente in presenza di sollecitazioni ravvicinate in particolare per un uso trail/all mountain.

Nel prossimo articolo parleremo della posizione del manubrio e dei suoi effetti sulla guida, condizionati non solo dalla geometria del manubrio ma anche dalle caratteristiche dell’attacco manubrio tra di loro strettamente correlati….rimanete sintonizzati!!!

Un pensiero su “Il manubrio e la sua geometria

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