Il cammino di Santiago in Mountain Bike – Il racconto – dal 9° al 11° giorno

9° giorno – Saluto l’amica di viaggio e riprendo il mio cammino in solitaria in direzione Astorga lungo una strada sterrata solitaria che attraversa il paramo. Pedalo tra campi superando canali nella tranquillità e silenzio.

Si attraversano numerosi paesini legati alla storia del Cammino e lungo un percorso ondulato arrivo sul colle del Cruceiro di San Toribio: Da qui una bella vista di Astorga. Dopo Astorga finiscono gli assolati altopiani e si va verso i monti. La meta si avvicina ma davanti a me ci sono le cime più alte di tutto il Cammino. Continuo alla volta di Santa Catalina…

… e dopo un area boschiva giungo al pueblo di Rabanal dove si conclude la tappa di oggi.

10° giorno – Dopo un temporale notturno che mi costringe di proseguire su asfalto, inizio la lunga salita conduce alla Cruz de Hierro (1350 m) uno dei luoghi più emblematici del Cammino e dei più attesi. Raggiungo la croce, un palo di legno con in cima una croce di ferro e ai piedi una collinetta di pietre portate dai pellegrini.

Come da tradizione lascio una mia piccola pietra, un ricordo come hanno fatto per secoli i pellegrini. Dopo aver superato i resti dell’abitato di Majarin e il caratteristico rifugio di Tomas (un eremita che si definisce l’ultimo dei templari), mi aspetta una lunga discesa con forte pendenza (26%!!!) che mi porterà a valle e che attraversa piccoli villaggi con i tipici edifici del Bierzo in pietra e legno. Arrivo a Ponferrada la città dei Templari in Spagna. Dopo una breve visita al castello, riprendo il cammino tra gli huertas (orti) e su stradine che costeggiano il fiume Sil.

Tra campi, vigneti e piccole aree per l’allevamento di bovini allo stato brado proseguo su un percorso ondulato per Villafranca del Bierzo fino a raggiungere Vega de Valcarce, dopo 80,33 km dalla partenza.

11° giorno – Oggi è una tappa molto impegnativa: devo affrontare la salita al monte O Cebreiro…e non solo. Nel medioevo era un altro dei tratti più temuti dai pellegrini. Oggi non ci sono più i lupi o i banditi ad assalire i viandanti ma la fatica è sempre la stessa!!! Percorro il tracciato della strada romana con pendenze a tratti impegnative, attraverso uno stretto sentiero avvolto dagli alberi, fino a raggiungere il paesino del Cebreiro a quasi 1300m.

Da qui si entra in Galizia, la terra della meta finale e i caratteristici pilastrini in pietra (mojones) scandiranno i 150 km che mi separano da Santiago de Compostela. La strada prosegue con altre due salite per superare l’Alto de San Roque, dove è posto il grande monumento al pellegrino rivolto verso Santiago, e l’Alto de Poio, ultimo rilievo impegnativo di tutto il Cammino.

Si continua lungo sentieri tra boschi e campi agricoli in un continuo saliscendi che mi conducono a Sarria, arrivo della tappa odierna.

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